Antonio Pignataro

Per lo chef Antonio Pignataro, i prodotti stagionali e regionali sono un must nella sua cucina. Conosce il valore degli ingredienti freschi coltivati ​​localmente e l’importanza di utilizzarli quando sono disponibili. Ha anche la passione per la sperimentazione di nuovi ingredienti e tecniche, ma sempre con l’obiettivo di preservare ed esaltare il sapore degli ingredienti.
Per lui è della massima importanza avere rispetto per gli alimenti che usa in cucina. 

Crede che ogni cibo che arriva nel piatto abbia una storia e che sia importante rispettare quella storia.

la nostra filosofia

Amiamo i prodotti naturali e le loro particolarità

Con i più alti standard di creatività e maestria culinaria, Antonio prepara per voi piatti che cambiano ogni giorno. 

Il ristorante dimostra un senso di sostenibilità e completa la gamma di prodotti con specialità nazionali. Influenze mediterranee e internazionali garantiscono la diversità culinaria.

la leggenda sulle origini del lago grande di Caprara
lago di gruma

Alla risorgiva chiamata lago grande di Caprara “Lago di Gruma” è legata una leggenda, avvolta (come in tutti i racconti del genere) da quell’alone di mistero che non guasta e che cercheremo di rischiarare con l’aiuto di Riccardo Bertani, profondo conoscitore di storia locale.

Due versioni conosciute: la prima, raccolta sempre da Riccardo Bertani, dice “Narra la leggenda che un tempo lontano, nel luogo stesso dove adesso si trova il piccolo specchio d’acqua del lago, vi si trovassero le dimore di due sorelle, una ricca e una povera. Dove abitava la sorella ricca con i suoi bambini, era una casa grande e ospitale, con dei solidi muri di mattoni e un bel tetto di tegole rosse; mentre la sorella povera abitava con i suoi due bambini in una moderata casupola delle pareti di canne e il tetto ricoperto di paglia e ramaglie.

Tra le due sorelle regnava una buona armonia, la povera andava sempre ad impastare il pane della ricca e questa, per ricompensa le dava una focaccia perché sfamasse i suoi due piccoli che crescevano sani e fiorenti come rose. Al contrario i figli della ricca, benché si cibassero sempre di profumato pane bianco appena uscito da forno, crescevano gracili e malaticci.

Ciò fece nascere un pò di gelosia nel cuore della ricca, la quale un giorno, non potendosi più frenare che chiese alla sorella “dimmi un pò cos’è che dai ai tuoi bambini da crescerli così sani e robusti?”

Non tanto, solo qualche focaccia di pane nero e da bere, l’acqua che porto da qui, dove lavo le mani sporche del tuo pastone.

A sentir ciò la gelosia della ricca non ebbe più limiti e proibì alla sorella di portare a casa da allora in avanti, l’acqua del vassoio dove si lavava le mani intrise di pasta. Ma l’Onniveggente che tutto vede, non restò insensibile a tale ingiustizia e dall’alo del suo impero celeste decise di punire quella donna superba ed egoista.

Ed ecco che una notte scoppia un furioso temporale pieno di lampi e tuoni, ad un tratto tra lo sferzare della pioggia, si vede guizzare un’accecante folgore che andò dritta a sfogarsi sulla bella casa della ricca, poi tutto sparì in largo carpaccio.

Quando al mattino la sorella povera uscì con i suoi due bambini rimase stupefatta, il sole che stava levandosi dietro gli ultimi nembi del temporale, faceva scintillare proprio dov’era la casa della ricca una larga chiazza di limpida acqua: era nato il LAGO!!

La seconda versione, pur mutando nella forma non si discosta dalla sostanza.

Ora “conclude Bertani” non è molto che tra vecchi si amava raccontare che nei giorni sereni, quando l’acqua del lago è sgombra di limo e solo appena increspata da un leggero venticello, là in fondo verso il centro era possibile ancora scorgere le rovine della casa della sorella ricca.

Al lago è inoltre legata un’altra credenza (anche questa molto diffusa nella zona fino al secolo scorso) che veniva ad accentuare ancora di più il senso magico attribuito al lago, era infatti credenza comune che chiunque giovine sposa si fosse recata dopo la cerimonia nuziale gettare la sua fede d’oro nelle chiare del lago, ne avrebbe certo tratto un buon auspicio per il suo matrimonio.

Vieni a trovarci!